09/01/12

Impossibile, per me, vedere cosa si cela dietro il cielo. Vorrei poter scrutare attraverso una lente di un telescopio per riuscire ad afferrare quelle stelle e, toccandole con mano, scoprire finalmente di quale materia sono fatte. Probabilmente sono solo una miriade di lampadine appese a un soffitto buio e infinito. Questo spiegherebbe almeno perchè, a volte, sembra di vedere scomparire una stella davanti ai propri occhi. In un'attimo quel barlume splendido, che brilla come gli occhi di una dea, si affievolisce fino a svanire nel profondo nulla assoluto. Così, come una freccia che ti colpisce al cuore, senza darti nemmeno il tempo per renderti conto che stai per morire. Scompare improvvisamente, lasciando dietro di se solo un lieve bagliore, come il ricordo di un amore sofferto che ti svegli un giorno e non c'è più, e neanche più nei sogni ricordi il suo nome.
Ma le stelle sono ovunque, dissolta una subito ne appare un'altra nelle vicinanze, ancora più brillante e preziosa. Per questo, siamo portati a sperare, forse stupidamente, che quel fortunato meccanismo che, silenziosamente, avviene in quella cupola misteriosa sopra le nostre teste, potrebbe, come per riflesso, funzionare anche su questa squallida terra. Questo però, presupporrebbe una somiglianza tra noi e le stelle. E come poter paragonare noi bestie feroci con quelle idee divine che vivono, luminose e irraggiungibili, nel cielo, senza neanche sfiorarsi tra loro(?). Forse i nostri sentimenti, o quel che ne rimane, potrebbero reggere il confronto. Ma credo che ne uscirebbero sconfitti. E' troppo tardi. Forse, all'alba dei nostri cuori, erano davvero qualcosa di simile alle stelle. Oramai, il tempo inesorabile che passa, li ha degradati a qualcosa di meschino, privo di ogni lucentezza. E questo soffio insensibile che spegne ogni fiamma, si ripete dentro ognuno di noi, quando cresciamo e vediamo, rivelato ai nostri occhi, il mondo per quello che è veramente. E' il tempo che corrode ogni cosa, lasciando dietro di se e dentro di noi il vuoto più assoluto. Tempo assassino.
Forse sono proprio i nostri sentimenti svaniti a rimpiazzare tutte quelle stelle che, nel cielo, sembrano morire ogni notte davanti ai nostri occhi stanchi. Ma mi rendo conto che perdersi in questi paragoni e pensieri pseudo romantici è cosa squallida, dannosa e inutile. Sono stanco di queste stelle, che si spegnessero pure una dopo l'altra improvvisamente, lasciandoci a quel buio che più si addice alla nostra anima. Sarebbe meglio per tutti. Così almeno eviterebbero di illuderci ogni qual volta alziamo gli occhi al cielo, nella notte.
Maledetto sia quel dannato bagliore ingannevole e infinito, che non smette di illuminare anche le notti più solitarie, ascoltando ogni delirio, accompagnando la nostra insonnia.
E poi, alla fine, è probabile che davvero, quelle lucette luminose sospese nel cielo, non sono altro che tristi lampadine da due soldi. Chissà poi chi la paga la bolletta.
D'altronde un telescopio per vedere con i miei occhi non ce l'ho e non ce l'ho mai avuto, neanche da bambino, purtroppo. O forse per fortuna, così posso rimanere nel dubbio.
Perchè, infondo, io non ho speranza, io ho fede.

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