Ma perchè se non sei un provetto David Foster Wallace, sempre cinico e sarcastico, politicamente scorretto ma simpatico, dissacrante e provocatorio, magari con un pò di sesso buttato nel mezzo, non ti si caga anima viva?!?
Che poi, sia chiaro, a me David Foster Wallace piace pure, però diventare dei sosia privi di personalità, solo per cavalcare l'onda, mi sembra molto triste.
11/01/12
09/01/12
Impossibile, per me, vedere cosa si cela dietro il cielo. Vorrei poter scrutare attraverso una lente di un telescopio per riuscire ad afferrare quelle stelle e, toccandole con mano, scoprire finalmente di quale materia sono fatte. Probabilmente sono solo una miriade di lampadine appese a un soffitto buio e infinito. Questo spiegherebbe almeno perchè, a volte, sembra di vedere scomparire una stella davanti ai propri occhi. In un'attimo quel barlume splendido, che brilla come gli occhi di una dea, si affievolisce fino a svanire nel profondo nulla assoluto. Così, come una freccia che ti colpisce al cuore, senza darti nemmeno il tempo per renderti conto che stai per morire. Scompare improvvisamente, lasciando dietro di se solo un lieve bagliore, come il ricordo di un amore sofferto che ti svegli un giorno e non c'è più, e neanche più nei sogni ricordi il suo nome.
Ma le stelle sono ovunque, dissolta una subito ne appare un'altra nelle vicinanze, ancora più brillante e preziosa. Per questo, siamo portati a sperare, forse stupidamente, che quel fortunato meccanismo che, silenziosamente, avviene in quella cupola misteriosa sopra le nostre teste, potrebbe, come per riflesso, funzionare anche su questa squallida terra. Questo però, presupporrebbe una somiglianza tra noi e le stelle. E come poter paragonare noi bestie feroci con quelle idee divine che vivono, luminose e irraggiungibili, nel cielo, senza neanche sfiorarsi tra loro(?). Forse i nostri sentimenti, o quel che ne rimane, potrebbero reggere il confronto. Ma credo che ne uscirebbero sconfitti. E' troppo tardi. Forse, all'alba dei nostri cuori, erano davvero qualcosa di simile alle stelle. Oramai, il tempo inesorabile che passa, li ha degradati a qualcosa di meschino, privo di ogni lucentezza. E questo soffio insensibile che spegne ogni fiamma, si ripete dentro ognuno di noi, quando cresciamo e vediamo, rivelato ai nostri occhi, il mondo per quello che è veramente. E' il tempo che corrode ogni cosa, lasciando dietro di se e dentro di noi il vuoto più assoluto. Tempo assassino.
Forse sono proprio i nostri sentimenti svaniti a rimpiazzare tutte quelle stelle che, nel cielo, sembrano morire ogni notte davanti ai nostri occhi stanchi. Ma mi rendo conto che perdersi in questi paragoni e pensieri pseudo romantici è cosa squallida, dannosa e inutile. Sono stanco di queste stelle, che si spegnessero pure una dopo l'altra improvvisamente, lasciandoci a quel buio che più si addice alla nostra anima. Sarebbe meglio per tutti. Così almeno eviterebbero di illuderci ogni qual volta alziamo gli occhi al cielo, nella notte.
Maledetto sia quel dannato bagliore ingannevole e infinito, che non smette di illuminare anche le notti più solitarie, ascoltando ogni delirio, accompagnando la nostra insonnia.
E poi, alla fine, è probabile che davvero, quelle lucette luminose sospese nel cielo, non sono altro che tristi lampadine da due soldi. Chissà poi chi la paga la bolletta.
D'altronde un telescopio per vedere con i miei occhi non ce l'ho e non ce l'ho mai avuto, neanche da bambino, purtroppo. O forse per fortuna, così posso rimanere nel dubbio.
Perchè, infondo, io non ho speranza, io ho fede.
Ma le stelle sono ovunque, dissolta una subito ne appare un'altra nelle vicinanze, ancora più brillante e preziosa. Per questo, siamo portati a sperare, forse stupidamente, che quel fortunato meccanismo che, silenziosamente, avviene in quella cupola misteriosa sopra le nostre teste, potrebbe, come per riflesso, funzionare anche su questa squallida terra. Questo però, presupporrebbe una somiglianza tra noi e le stelle. E come poter paragonare noi bestie feroci con quelle idee divine che vivono, luminose e irraggiungibili, nel cielo, senza neanche sfiorarsi tra loro(?). Forse i nostri sentimenti, o quel che ne rimane, potrebbero reggere il confronto. Ma credo che ne uscirebbero sconfitti. E' troppo tardi. Forse, all'alba dei nostri cuori, erano davvero qualcosa di simile alle stelle. Oramai, il tempo inesorabile che passa, li ha degradati a qualcosa di meschino, privo di ogni lucentezza. E questo soffio insensibile che spegne ogni fiamma, si ripete dentro ognuno di noi, quando cresciamo e vediamo, rivelato ai nostri occhi, il mondo per quello che è veramente. E' il tempo che corrode ogni cosa, lasciando dietro di se e dentro di noi il vuoto più assoluto. Tempo assassino.
Forse sono proprio i nostri sentimenti svaniti a rimpiazzare tutte quelle stelle che, nel cielo, sembrano morire ogni notte davanti ai nostri occhi stanchi. Ma mi rendo conto che perdersi in questi paragoni e pensieri pseudo romantici è cosa squallida, dannosa e inutile. Sono stanco di queste stelle, che si spegnessero pure una dopo l'altra improvvisamente, lasciandoci a quel buio che più si addice alla nostra anima. Sarebbe meglio per tutti. Così almeno eviterebbero di illuderci ogni qual volta alziamo gli occhi al cielo, nella notte.
Maledetto sia quel dannato bagliore ingannevole e infinito, che non smette di illuminare anche le notti più solitarie, ascoltando ogni delirio, accompagnando la nostra insonnia.
E poi, alla fine, è probabile che davvero, quelle lucette luminose sospese nel cielo, non sono altro che tristi lampadine da due soldi. Chissà poi chi la paga la bolletta.
D'altronde un telescopio per vedere con i miei occhi non ce l'ho e non ce l'ho mai avuto, neanche da bambino, purtroppo. O forse per fortuna, così posso rimanere nel dubbio.
Perchè, infondo, io non ho speranza, io ho fede.
05/01/12
E' mattina e le possibilità sono molteplici.
Potrei uscire di casa e confondermi tra la nebbia.
Potrei camminare senza sosta, facendo finta di avere una direzione, con il solo desiderio di perdermi.
Potrei sedermi in un parco, come se nel cielo un sole caldo risplendesse, quando in realtà è pieno inverno e il freddo avvolge le mani con guanti di ghiaccio.
Potrei rimanere fermo e immobile, in silenzio, per ore infinite e giorni e chissà magari anni.
Potrei guardarmi allo specchio e non riconoscere neanche il mio volto.
Potrei fuggire via da questo luogo, prendere un treno e andare lontano, nascondendomi in qualche posto per l'eternità.
Potrei raggiungere quella montagna che si estende davanti a me, sembra quasi un vulcano e forse, un giorno, esploderà.
Potrei respirare normalmente come se nulla fosse accaduto.
Potrei dormire per il resto dei miei giorni, fare miliardi di sogni e in quei sogni perdermi in mondi inimmaginabili.
Potrei camminare sulla via di casa e, voltandomi, vedere due pecore che brulicano l'erba, in un pezzo di terra grande quanto un aula scolastica.
Potrei fare l'amore e esplodere in orgasmi che urlano il tuo nome.
Potrei dimenticarmi anche il tuo nome.
Potrei essere tutto ciò che voglio, qui e ora.
Potrei non volere niente.
Potrei innamorarmi ancora del tuo volto sconosciuto, solo per farmi del male.
Potrei fare un falò dei miei ricordi e voltare le spalle al mio passato.
Potrei divorare affamato ogni secondo che mi rimane.
Potrei dissolvermi nell'universo senza gravità, fluttuando nel buio illuminato dalle stelle
Potrei fare colazione, accendere la televisione e bestemmiare.
Potrei non essere me stesso.
Potrei saltare dal 110° piano di un grattacielo per volare via, lasciando il mio corpo in frantumi sull'asfalto.
Potrei scrivere centinaia di parole e poesie e poemi, semplicemente pensandoti.
Potrei strappare i tuoi occhi, così che il cielo non possa più guardarmi.
Potrei pregare un Dio misericordioso e aspettare la sua risposta.
Potrei ucciderti, amandoti.
Potrei morire anche questa sera, con un ago piantato ben saldo in una vena e con la mente persa altrove.
Potrei anche vivere, forse.
Potrei fare tutte queste cose e forse anche altre, eppure non farò nulla e mi limiterò, come sempre, a guardare i minuti che passano, uno dopo l'altro, in attesa. E tutto questo perchè sono un vigliacco, non posso farci nulla.
Potrei uscire di casa e confondermi tra la nebbia.
Potrei camminare senza sosta, facendo finta di avere una direzione, con il solo desiderio di perdermi.
Potrei sedermi in un parco, come se nel cielo un sole caldo risplendesse, quando in realtà è pieno inverno e il freddo avvolge le mani con guanti di ghiaccio.
Potrei rimanere fermo e immobile, in silenzio, per ore infinite e giorni e chissà magari anni.
Potrei guardarmi allo specchio e non riconoscere neanche il mio volto.
Potrei fuggire via da questo luogo, prendere un treno e andare lontano, nascondendomi in qualche posto per l'eternità.
Potrei raggiungere quella montagna che si estende davanti a me, sembra quasi un vulcano e forse, un giorno, esploderà.
Potrei respirare normalmente come se nulla fosse accaduto.
Potrei dormire per il resto dei miei giorni, fare miliardi di sogni e in quei sogni perdermi in mondi inimmaginabili.
Potrei camminare sulla via di casa e, voltandomi, vedere due pecore che brulicano l'erba, in un pezzo di terra grande quanto un aula scolastica.
Potrei fare l'amore e esplodere in orgasmi che urlano il tuo nome.
Potrei dimenticarmi anche il tuo nome.
Potrei essere tutto ciò che voglio, qui e ora.
Potrei non volere niente.
Potrei innamorarmi ancora del tuo volto sconosciuto, solo per farmi del male.
Potrei fare un falò dei miei ricordi e voltare le spalle al mio passato.
Potrei divorare affamato ogni secondo che mi rimane.
Potrei dissolvermi nell'universo senza gravità, fluttuando nel buio illuminato dalle stelle
Potrei fare colazione, accendere la televisione e bestemmiare.
Potrei non essere me stesso.
Potrei saltare dal 110° piano di un grattacielo per volare via, lasciando il mio corpo in frantumi sull'asfalto.
Potrei scrivere centinaia di parole e poesie e poemi, semplicemente pensandoti.
Potrei strappare i tuoi occhi, così che il cielo non possa più guardarmi.
Potrei pregare un Dio misericordioso e aspettare la sua risposta.
Potrei ucciderti, amandoti.
Potrei morire anche questa sera, con un ago piantato ben saldo in una vena e con la mente persa altrove.
Potrei anche vivere, forse.
Potrei fare tutte queste cose e forse anche altre, eppure non farò nulla e mi limiterò, come sempre, a guardare i minuti che passano, uno dopo l'altro, in attesa. E tutto questo perchè sono un vigliacco, non posso farci nulla.
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