02/12/11


Era strano immaginare le figure di te e di lui
distese all’ombra di una camera d’albergo,
un albergo vicino alla stazione,
niente di impegnativo,
di quelli pieni di colori tristi
e angoli bui.
Io ti lasciai andare
con un semplice saluto,
e tu nell’ombra di quella stanza
ai piedi di un letto mal rifatto
in ginocchio davanti a lui,
la tue pelle così bianca
il tuo seno così bello
e quel tuo amore così grande.
Mi hai detto:
- amore perdonami -
mentre quella cucina
sprofondava sotto i miei piedi,
“amore perdonami
ti prego
è stato solo un errore,
un errore dovuto alle circostanze.”
Le circostanze,
le stanze a ore
e i tuoi occhi in lacrime.
Mi hai detto:
“dopo averlo fatto
ho pianto per ore”
per ore
i tuoi occhi in lacrime.
Ma io,
io non volevo sentire niente,
solo una cosa
volevo sapere:
dimmi amore,
dimmi,
cosa vi siete detti
distesi in quel letto,
all’ombra di persiane scadenti,
dopo aver frantumato
in un ora
la mia vita?

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