La caffeina ormai mi distrugge il cuore. E le mattine scorrono infinite e senza sonno. Un tavolino, un bar, troppa gente intorno. Un altro inverno pronto a divorarci. Dormire per giorni interi, sognando mondi confusi e spine conficcate nei piedi.
Siamo l'esercito del Sert, l'esercito delle farmacie notturne. Ma io sono solo un vigliacco e non aspetto altro che disertare.
E' lunedì e i pensionati fanno colazione ignari del tempo che passa.
Non so che ci faccio qui. Qui in questo bar dai colori forti e dai volti mediocri. Qui in questa città di rovine costruite su altre rovine, come fosse un immenso monumento alla decadenza.
Io non fumo erba, non amo i porno e non ascolto elettro-pop.
Sono solo un tossicodipendente fuori tempo massimo.
Sono convinto che metterò in discussione la mia eterosessualità non appena passerà di moda per i gay essere circondati da centinaia di amiche fighe.
Insomma arrivo sempre in ritardo di almeno un centinaio di anni
Forse l'unico posto in cui potrei sentirmi a mio agio è il cimitero acattolico di Roma, riposando tra Keats e Corso. Ma dico così, tanto per essere modesti. E' che in realtà, ad essere sincero, il vero posto dove ora potrei sentirmi a mio agio è un centro anziani di periferia.
Adoro guardare dinosauri che ballano.
E probabilmente, pensandoci, imparerei anche di più ascoltando i racconti di un vecchio che da giovane in campagna rischiava ogni volta di rompere l'uovo all'interno delle galline in un modo che non sto qui a spiegarvi, piuttosto che guardando in silenzio la tomba di qualche poeta del secolo precedente, fingendo di contemplare chissà quale problema esistenziale quando in realtà sono solo in paranoia perchè devo cagare e non c'è l'ombra di un cesso pubblico.
E' da notare che nei centri anziani di periferia i cessi ci sono e il più delle volte sono anche puliti. IL PIU DELLE VOLTE. Ma questa è un altra storia.
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